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  • Franke Stone by Lapitec

Piani di lavoro in pietra sinterizzata

L’acciaio dei piani di lavoro per cucine dell’atelier del Design di Franke ad Aarburg (Svizzera) si distingue per l’incredibile durevolezza e la superficie priva di pori, il che garantisce la massima igiene dei top. Tuttavia, per spezzare la vita quotidiana in cucina, gli utilizzatori richiedono spesso anche altri materiali e colori oltre all'acciaio, possibilmente con proprietà simili. Ecco perché Franke ha ampliato la propria gamma con il nuovo materiale Franke Stone by Lapitec®. Si tratta di un materiale che, come l’acciaio, resiste egregiamente ai segni del tempo ed è davvero solido e resistente agli urti e alle macchie. Caratteristiche notevoli che ben si armonizzano con l’eleganza contemporaneo o l’estetica classica. Uno stile atemporale dunque, per Franke Stone by Lapitec®.

  • Piano in Franke Stone Lapitec

Il materiale in dettaglio

Ma di cosa si tratta? Franke Stone by Lapitec® è una pietra sinterizzata, con una colorazione evidente in tutto il materiale, il quale non contiene resina e derivati del petrolio ed è realizzato con tecniche rispettose dell'ambiente. Grazie all'ottima resistenza alla flessione e alla notevole leggerezza, la pietra sintetica è raccomandata per i piani di lavoro delle cucine. Inoltre è antibatterica, resistente agli acidi, alle fiamme e ai raggi UV. Qualità che non lasciano apparire i segni d’invecchiamento nel tempo. Naturalezza dei colori e superfici tipiche della pietra sintetica fanno sì che il poliedrico materiale Franke Stone by Lapitec® apra nuovi orizzonti per l'arredamento delle cucine. E per quanto riguarda le caratteristiche tecniche? Questi top sono disponibili con spessori di 12, 20 e 30 millimetri, con due versioni di soluzione bordo. Inoltre sono proposte quattro varianti di finitura in diverse strutture superficiali, con dieci tonalità cromatiche: «Dune» riproduce la sabbia del deserto e l'estetica della pietra spaccata effetto ardesia. «Vesuvio» sembra granito fiammato o spazzolato, mentre «Satin» spicca per una brillantezza setosa. Infine «Lux» gioca con gli effetti luminosi dei locali per via della sua superficie quasi a specchio, assolutamente liscia.

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