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  • conferenza macchine italiane per il legno

Macchine italiane per il legno: scenari

Dall’incontro del 16 dicembre 2014 con la stampa di settore italiana organizzato da Acimall - l’associazione confindustriale che raccoglie le maggiori imprese nazionali del settore – è emerso che il settore delle tecnologie per il legno e i suoi derivati è ancora nel bel mezzo di una stagione piuttosto difficile. Nessun travolgente cambio di rotta, per quanto moltissimi se lo attendano. E la situazione resta certamente critica in Italia rispetto a molti Paesi stranieri, anche se non esistono regioni del mondo che regalino performance straordinarie. Ciò non toglie che sia proprio l’esportazione a essere la valvola di sfogo della produzione domestica, che non può certo contare su un mercato nazionale stimolante. Un mercato in cui l’ingegno italiano spicca, anche in questo settore, per la produzione di macchinari su misura, “custom-made” a discapito di una produzione standard o seriale che interessa poco i committenti esteri sempre alla ricerca dell’estro “made in Italy” per produrre sistemi all’avanguardia studiati a misura di cliente. Durante l’incontro, si è anche accennato alle date di svolgimento della prossima edizione di Xylexpo, la biennale internazionale delle tecnologie per la lavorazione del legno e le forniture per l’industria del mobile, la quale si svolgerà nel quartiere fieristico di Fieramilano-Rho da martedì 24 a sabato 28 maggio 2016: un’occasione stimolante per il comparto.

  • grafico macchine italiane per il legno preconsuntivo 2014

Previsioni 2015 per le macchine italiane per il legno

Il quadro relativo alle macchine italiane per il legno è stato comunque ritratto con estrema chiarezza dai dati pre consuntivo sull’andamento nel 2014 delle tecnologie italiane per il legno e i suoi derivati elaborati dall’Ufficio studi di Acimall, dati che ribadiscono come il settore abbia perso circa il 30 per cento del proprio fatturato negli ultimi sette, interminabili anni. La produzione si è dunque assestata a quota 1.545 milioni di euro, con una leggera crescita rispetto all’anno precedente. Le esportazioni, per quanto punto di forza della nostra industria, perdono il 2 per cento, dato comunque confortante se pensiamo al meno 3,6 del consuntivo 2013 o al meno 8 per cento del 2012. Le importazioni – che, fisiologicamente, rappresentano poco meno di un quarto del mercato italiano – si fermano a 118 milioni di euro, il 17,5 per cento in meno rispetto al 2013. Immobile, per quanto a livelli decisamente importanti, la bilancia commerciale, che l’Ufficio studi di Acimall prevede attestata allo stesso valore del 2013. Incoraggiante il 9,1 per cento di crescita delle vendite sul mercato interno (fu del 2,9 per cento nel 2013) sommatoria degli incentivi governativi agli investimenti (Legge Sabatini in primis) e della impossibilità di congelare qualsiasi spesa per troppo tempo, se si vuole mantenere efficiente il proprio parco macchine. Il dato, in controtendenza rispetto al calo dell’import, sembra indicare come il mercato nel 2014 abbia priviliegiato le tecnologie “made in Italy”. “Siamo sempre piuttosto restii nel guardare nella sfera di cristallo per trarne indicazioni sul futuro”, ha commentato Dario Corbetta, direttore di Acimall, dall’alto della sua lunga esperienza come responsabile dell’Ufficio studi della associazione che oggi dirige. “La storia, specialmente la più recente, ci ha insegnato che ci sono moltissimi fattori che possono improvvisamente mutare un dato o un trend che si riteneva certo. Possiamo comunque azzardare che, secondo i dati in nostro possesso e le previsioni sull’andamento dei mercati più rilevanti per il “made in Italy”, le esportazioni italiane nel 2015 potranno aumentare di qualche punto percentuale”. “Non nascondiamo – ha proseguito Corbetta – che ci sono elementi che inducono a guardare ai prossimi dodici mesi come un periodo nel quale molti indicatori potrebbero mostrare una propensione al rialzo, ma non siamo certi che si potrà parlare di una vera, risolutiva inversione di tendenza”. Determinanti, infatti, saranno gli andamenti nelle diverse aree geografiche. Secondo i dati presentati presso la sede di Assago (Milano) gli analisti di Acimall ritengono che la situazione sarà stazionaria nell’Unione europea, in Africa e in Cina. Più difficili le sorti delle tecnologie italiane per il legno in Sud America e in Russia, a causa delle note e drammatiche vicende politiche. Previsioni più ottimistiche per il mercato italiano, dopo tanti anni di stagnazione, per il Nord America e per l’Asia in generale.

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